venerdì, 30 novembre 2007

§ViOlAtA§

 

Esco dalla palestra come ogni giorno dispari alle 19.46 circa, prendo il cellulare dalla borsa e compongo il numero di Najve, risponde e parliamo del più e del meno, mentre mi incammino verso il parcheggio. Effettivamente è un po' isolato il posto e non dei migliori, con gli alloggi per gli sfrattati dal bradisismo non distanti da lì, ma la luce del ristorante e la presenza all'interno di alcune persone mi hanno sempre tranquillizzata.

Ti ho raccontato storie che ancora mi somigliano
Nell'universo nero si disperdono
Sono diversa
Sono nuova
Ma le note ancora mi appartengono
Parlo con te
Parlo con te
E tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
Se non riesco a parlarti e non so più toccarti
Mi sento morire
Parlo con te
Parlo con te

Non porto mai soldi con me quando vado in palestra, neanche la borsa con i documenti, solo la patente nella tasca della giacca, dove ripongo le chiavi dell'auto. Camminando alzo lo sguardo e vedo alcune persone vicino la mia auto, sono senza occhiali e da lontano non riesco a capire bene, poi non ho nessuna sensazione negativa, quindi perchè allarmarmi... mi avvicino, sempre parlando al cellulare, quando mi blocco atterrita... due uomini e un bambino di massimo 9 anni a fare da palo, stanno DENTRO la mia auto, mi guardano arrivare e capiscono... io mi fermo, immobile, non riesco a muovermi...

Ti ho raccontato delle strade che ti portano fino alla luna
e i tuoi pensieri adesso si dissolvono
Ti ho raccontato delle lettere di te che non bastavi mai
Cantavo di te
Cantavo di me
E tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
Se non riesco a parlarti e non so più tccarti
Mi sento morire
Morire come fosse l'ultima speranza
di trovare una bellezza ancora intatta
Ancora intatta

Poi comincio a gridare, con quanto fiato ho dentro, loro hanno qualcosa in mano, non so cosa sia, seppure volessi fuggire non potrei perchè le mie gambe non si muovono, restano immobili... grido di essere al telefono con il mio ragazzo, grido che è Tenente dei Carabinieri (cosa d'altronde vera) e che sta avvertendo la pattuglia di turno... non so che altro grido, so solo che lo faccio... loro scappano verso una macchina parcheggiata poco distante e la mettono in moto... guardo la targa, so che è importante farlo... mi sembra quasi di non riconoscere i numeri... non so più che lettere siano quelle, nè che numeri sono... non ho penna nè carta, ma c'è Najve al telefono e la grido a lui, forte, sempre più forte, la ripeto mentre lui trascrive la targa di quella macchina che sta per venirmi addosso...

Ti ho raccontato storie che ancora mi confondono
I tuoi pensieri adesso si nascondono
Vorrei che tu volessi ancora le parole mie che cambiano
Parlo con te
Parlo con te

Per poco non mi mettono sotto, cado a terra e loro fuggono via... penso che nessuno è accorso, nessuno è uscito da quel ristorante... eppure mi devono aver sentito gridare... è impossibile il contrario... mi rialzo, il cell è caduto e la linea si è staccata, in lacrime chiamo mio padre... con le mani cerco le chiavi, non le trove... poi si eccole, provo ad aprire la portiera, ma non ci riesco, tremo troppo... no, non è il tremito, semplicemente me l'hanno distrutta, ad entrambe le porte... entro dentro e mi chiudo in auto, anche se so che è inutile metto la sicura... e piango...

E tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire
Se non riesco a parlarti e non so più toccarti
Mi sento morire
Spiegami questa distanza
Spiegami tu l'indifferenza
Ora non so più mentire
Ho trovato il coraggio di dire mi sento morire
Morire come fosse l'ultima speranza di trovare una bellezza ancora intatta

Non so come abbia fatto a tornare a casa. Sentivo lo schifo persino di stare in quell'auto... come se non fosse più la mia, è stata violata ed anche io mi sento così... Najve è riuscito a risalire a quelle persone, domani mi accompagnerà dai Carabinieri... i miei non vorrebbero, non sono persone per bene e hanno molta paura...

Io so che fare la denuncia è la cosa giusta da fare e domani andrò... però in palestra non voglio tornare... mi sento nuda, ancora schoccata... penso ai sacrifici che faccio ogni mese per quell'auto, ai soldi che cerco di risparmiare per non chiedere niente ai miei, sono arrabbiata e amareggiata... sto male... e in palestra non voglio tornare

Maluna feats Parlo con te di Giorgia


 | 23:52 |
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--- vita ---

 

 

~Qualcosa di me~

Avevo paura della vita e di vivere, sto imparando ad accettare le mie debolezze e ad affrontare con un sorriso ogni giorno che viene

~Pensieri~

Non è mai così BUIO come prima che sorga il SOLE

~Libri~

Ho appena finito di leggere: "Dona Flor e i suoi due mariti" di Jorge Amado [voto: 7]

Le frai che mi sono piaciute di più: "chi si preoccupa di trasmettere le buone notizie? per questo non c'è urgenza nè interesse, nessuno si precipita a correre fuori. Questo solo per le cattive notizie. Per portar quelle i messaggeri si sprecano, non manca mai chi si sottoponga a gravi disagi, lasci a metà il lavoro, interrompa il riposo, si sacrifichi insomma. Dare una cattiva notizia è una cosa molto emozionante!"

"quasi sempre fra la sapienza dei libri e quella della vita, è sempre la vita ad avere la meglio"

"non sono una luce perenne [...] sono fatta anche di ombre, di sostanza notturna e transitoria"

"La felicità non ha storia, con una vita felice non si può scrivere un romanzo"

~Descrizione~

una piccola stella lontana dal suo cielo senza nuvole

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