
domenica, 25 settembre 2005
le donne lo sanno Le donne lo sanno - Ligabue Ieri sera tornavo alle 2 di notte in albergo, dopo aver lasciato Najve sotto casa, un piccolo arrivederci prima della sua partenza. Indossavo una minigonna nera e un toppino di ugual colore, ero da sola in una strada quasi deserta nonostante l'ora non proprio tarda. Prendo un maglione che avevo dietro e lo indosso, tolgo le scarpe con il tacco vertiginoso che avevo tenuto ai piedi quella sera e metto un paio di scarpe da ginnastica, in modo da poter camminare più spedita. Testa bassa, sono solo pochi metri, non può succedere nulla... vado di filato in albergo, infilo di corsa le scale e mi trovo nella hall. Sospiro di sollievo, chiavi in mano, entro in camera, chiudo a chiave la porta a doppia mandata, controllo un sacco di volte che non si possa aprire e finalmente mi metto a letto. Quello di essere vittima di una violenza sessuale è uno dei miei terrori maggiori. Credo che nella vita di una donna sia una delle esperienze più allucinanti, tremende e devastanti che si possano vivere. Mi capita spesso di tornare a casa da sola e quando accade cerco di andare con un'andatura abbastanza sostenuta, senza fermarmi per nessun motivo... senza guardare in faccia nessuno e senza dare nell'occhio sia che sia a piedi o in auto... Ore 5.20, cellulare acceso come sempre anche di notte. Una telefonata, una delle persone cui tengo di più a questo mondo, lacrime, spavento... non ci sono riusciti, poteva andare peggio... shock, percosse... paura, TANTA, recriminazioni, TANTE... "potevo stare attenta, sono stata una stupida"... Perchè??? E' colpa nostra se menti malate ci fanno del male??? No... però ci sentiamo colpevoli... io camminavo furtiva perchè indossavo una minigonna e pensavo che potesse essere segno che ci stavo, che ero una facile e disinibita... lei era da sola, quindi ottima preda, magari è senza compagnia perchè la cerca... chissà... giusto? giusto? GIUSTO??? No, non è giusto tutto questo, non è giusto dover subire, magari vergognarci per quanto è successo, magari sentirci anche in colpa perchè siamo noi le tentatrici, perchè potevamo stare attente, perchè potevamo mettere un jeans invece di quella gonna... ma poi veramente sarebbe cambiato qualcosa?? Non credo... I segni se ne andranno presto, quelli visivi intendo, ma gli altri??? Si il tempo cancellerà i ricordi più brutti, cancellerà delle mani vogliose che ti esplorano senza che tu lo voglia... ma la paura? il sentirsi sporche, il sentirsi male... quello nulla te lo potrà togliere... Ho un grande schifo dentro, non riesco a trovare le parole... io credo che sarei morta, che non avrei avuto la forza di reagire... non so... Ti Voglio Bene... non so quanto possano valere le mie parole... ma Ti Voglio Bene, e tu ti meriti il meglio, ti meriti l'amore perchè sai darlo, ti meriti la gioia perchè di dolore ne hai avuto tanto, ti meriti sorrisi perchè di lacrime ne hai ingoiate abbastanza... ti meriti il meglio perchè sei una persona che sa dare il meglio in amore e in amicizia... solo questo volevo dirti... e non hai colpe, neanche una... Maluna
chi paga davvero
le donne lo sanno
com'è che son donne
e sanno sia dove
sia come sia quando
lo sanno da sempre
di cosa stavamo parlando [...]
vogliono ballare un po' di più
vogliono sentir girar la testa
vogliono sentire un po' di più
un po' di più
possono ballare un po' di più
possono sentir girar la testa
possono sentire un po' di più
un po' di più
al limite del piacere
al limite dell'orrore
conoscono posti in cui non vai
non vai
le donne lo sanno
che niente è perduto
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
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22:12
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vita
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giovedì, 22 settembre 2005
El talisman de tu piel me ha dicho El talisman - Rosana Non so se voi avete mai fatto dei riti scaramantici quando c'è qualcosa di importante che desiderata accada e sapete che non può dipendere solo da voi. Io sono una di quelle persone che, devo ammetterlo, faccio tante piccole cose che mi sembrano quasi propiziatorie... qualche volta mi sento vittima di queste mie nevrosi, ai limiti del patologico, ma devo ammetterlo: quasi sempre mi va bene. Diciamo pure che sono abbastanza abitudinaria: posto due volte a settimana, il lunedì e il giovedì, a meno che non succeda qualcosa di bello o di brutto che mi spinge a scrivere (per sfogarmi o condividere con voi la mia gioia). Qualche volta mi sembro una sorta di malata dell'organizzazione, tipo: il giovedì c'è l'estetista, il venerdì il parrucchiere. Mi sveglio la mattina alle 6 per mandare il sms di buongiorno a Najve, non so perchè ma dopo mi pare che la mia giornata trascorra meglio. Accendo il computer e cambio la frase vicino al mio nick di msn con il pensiero con cui mi sono alzata la mattina... anche in questo caso la cambio solo se mi succede qualcosa di importante... Ma, soprattutto, quando vedo e/o sento che qualcosa non va come dovrebbe uso il grandioso potere del mio TALISMANO di fiducia, cioè Contessina, la blogger, per me Tiziana. Non voglio scendere nei particolari di quale sia il nostro rituale propiziatorio, perchè è una cosa totalmente infantile e ce ne vergogniamo... ma vi assicuro che ogni volta che ho chiesto il suo aiuto ha sempre funzionato, persino durante le tre settimane che stava a Londra. Lo so che sono sciocchezze, non preoccupatevi... ma sapete io sono una persona molto ansiosa e certe cose mi aiutano molto a razionalizzare, ridendoci sopra, le mie nevrosi, paure e angosce. Voglio quindi chiedere scusa a Tiz per tutte le volte che le rompo le scatole, ma veramente in molti momenti senza il nostro stupido gioco non saprei come fare... per non parlare poi della sua presenza sul loco (capisci cosa intendo vero?) quella ha fatto veramente miracoli. Questo post mi è stato ispirato in parte da uno simile scritto tempo fa da Bruce... passo ora a voi la parola: avete anche voi delle piccole manie che volete condividere con me??? Attente che magari prendo nota (come se già non mi bastassero le mie ihihih). Un ultimo saluto a Tiz: TVTB piccina e grazie di tutto...già sai ci sentiamo oggi per le 19 circa. Poi volevo avvertirvi che non so se riuscirò a passare dalle vostre parti questo weekend: TORNA NAJVE! finalmente... Maluna
que soy la reina de tus caprichos
yo soy el as de los corazones
que se pasean en tus tentaciones
el talisman de tu piel me cuenta
que en tu montura caeran las riendas
cuando una noche de amor desesperados
caigamos juntos y enredados
la alfombra y el alrededor acabaran desordenados
cuando una noche de amor que yo no dudo
la eternidad vendra seguro
tuyo el desnudo y el corazon
seremos uno
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domenica, 18 settembre 2005
Che siamo dentro
Il giorno dei giorni - Ligabue
Credo che ognuno di noi abbia sempre avuto un sogno nel cassetto. Magari la sera siamo anche abituati a guardare dentro a questo nostro spazio per vedere se tutto è a posto, se non se ne sia perso qualcuno, se stringendo un po’ quello impolverato lì in fondo ci sia ancora un angolino per farne entrare qualche altro… è per fortuna quasi sempre ci riusciamo a stiparli lì dentro tutti insieme. Qualche volta, però, è anche opportuno farvi pulizia, togliere quelli ormai realizzati, oppure che si rivelano impossibili, per farne entrare di nuovi, su cui lavorare per renderli parte concreta della nostra vita. Questo non vuol dire impoverirsi e neanche essere spoetizzanti… ma semplicemente cercare di porre le nostre energie su qualcosa che sia maggiormente alla nostra portata. Questo è ciò che ho fatto oggi… e la conclusione mi ha lasciata con un sorriso sulle labbra… …ho trovato in quel cassetto un tesserino da giornalista pubblicista, la cui proprietaria, una me molto più giovane, prese con orgoglio immaginando di poter un giorno presentare un TG alla Tv. Oggi quel documento è ancora nel suo portafoglio, ma la carta di identità che sta affianco porta un’altra dicitura: insegnante. Va bene così… Non era ciò che sognavo da ragazzina, ma è un lavoro che mi gratifica, che faccio con amore… quest’anno sapete che sono sul sostegno e è un po’ presto per dire come andrà… ma ho davanti a me lo sguardo spaventato di Sabrina e sento sempre le sue parole “Io non capisco, non ti arrabbiare con me ti prego, ma certe cose non so cosa significano e ho paura” mi guarda “tu non sei cattiva vero?” Volevo piangere e dirle che anche io ho paura, che è la mia prima esperienza e sarà lei a dover aiutare me, invece le ho accarezzato i capelli dicendole che non l’avrei abbandonata e che non sono cattiva J. …in quel cassetto ho trovato biglietti e anelli legati a amori che non ci sono più… il mio sguardo sereno si è appoggiato a un bracciale che brilla alla luce del lampadario e che porto al mio polso. Dentro ci sono due iniziali unite, vorrei che lo fossero per sempre, per ora sento che è così e sono serena, questa settimana si concluderà in fretta e lui tornerà da me finalmente. Ci sono foto in quel cassetto, di persone che oggi non fanno parte della mia vita, di coloro che consideravo amici… un posto per loro lo lascerò nel mio cuore, ma non più nei miei sogni, questi li dedico agli altri, a chi oggi è con me… perché non si può vivere guardandosi indietro… E come ho detto oggi proprio a Najve, nei momenti bui ti sembra che tutto sia finito e nn ti accorgi che semplicemente devi voltare pagina: è terminato un capitolo ma non il libro della tua esistenza… I miei sogni sono cambiati rispetto al passato, ma mi accorgo di non aver perso nulla, di non aver dovuto fare rinunce, che tutto è venuto di conseguenza e che va bene così… Il Passato l’ho messo via, il Futuro può attendere… per ora mi piace questo PRESENTE Maluna ps ho realizzato anche un altro sogno: la NOSTRA canzone come colonna sonora di questo blog... ci ho messo un anno, perchè sapete il 12 settembre questo mio spazio ha compiuto un anno. Buon Compleanno Maluna...!
il giorno dei giorni
fatto per vivere
il giorno dei giorni
tutto da fare e niente da perdere
il giorno dei giorni
senza più limiti
il giorno dei giorni
attimi e secoli, lacrime e brividi
femmina come la terra
femmina come la guerra
femmina come la pace
femmina come la croce
femmina come la voce
femmina come sai
femmina come puoi
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22:29
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vita
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giovedì, 15 settembre 2005
Non so dove trovarti “Allora raccontami: che hai combinato in questo mese e mezzo?” il solito sorriso come se niente di assurdo fosse capitato, come se qualsiasi cosa potessi dirle sarebbe risultata nella norma. “Tante cose… di alcune sono molto orgogliosa, di altre mi vergogno enormemente” comincio e racconto, tutto ciò che mi viene in mente, bello o brutto che fosse: ferite, balsami, errori e decisioni sagge… tutto, perché con lei devo essere sincera mostrando anche ciò che di schifoso c’è in me. Lei non giudica, questo lo so, semplicemente ascolta e poi cerca di aiutarmi a capire quali siano i meccanismi che la mia mente attua… Ieri sono tornata nuovamente da Cri, la mia psico… l’avevo lasciata a Luglio con una sconfitta madornale: non mi sentivo di progredire, rifiutavo la cura, andavo lì provando dentro di me grande vuoto e frustrazione… non vedevo assolutamente i passi in avanti che avevo compiuto, ma solo i momenti di stasi, di pausa e ero stanca di dovermi sempre scoprire, di dovermi ascoltare, di dover stare attenta ai miei stati d’animo, a gestire le mie paranoie e nevrosi. Ognuno di noi ha dei pensieri “malvagi”, cioè poco sani, che parlano per noi, che prendono il nostro posto quando siamo più deboli. Qualcuno ha la fortuna di saperli gestire, di saperli somatizzare, razionalizzare e valutare per ciò che sono: stupide paranoie, paure, cose che distorcono la realtà. Qualche altro non ha questa fortuna e attua dei comportamenti assurdi e assolutamente autolesionistici. Io sono nel secondo caso… Molti sono dell’opinione che uno psicologo non serva, che ognuno se la possa cavare da sé, che andare a parlare dei cazzi propri a chi non ti conosce sia solo un modo per buttare i soldi. Io difendo la mia scelta e non lo faccio perché ci vado, ma perché so di essere una persona autonoma, nel bene o nel male, da colei che cerca solo di spiegarmi la ragione delle mie paure. Non ho traumi infantili, non è colpa dei miei genitori, non ho disturbi né mentali né sessuali… in poche parole buttiamo via tutti i luoghi comuni legati alla psicoterapia… Io ho semplicemente una grande paura dell’abbandono, in tutte le sue forme: allontanamento, morte, malattie, scelte e distanze… spesso mi sento inadeguata nei rapporti con gli altri, assolutamente non speciale, non idonea ai “sacrifici” che chi mi sta vicino deve compiere, sopportando i miei pianti, i miei momenti no, le fasi depressive che mi costringono su un letto a dormire per ore o a piangere, i giorni che trascorro senza toccare cibo in questa anoressia latente ma comunque in via di definitiva guarigione (ora la posso chiamare un semplice “disturbo dell’alimentazione” ^^ è un grande passo in avanti, sapete) e tutto ciò che comporta: emorragie, ricoveri e crisi anemiche o ipoglicemiche. So come gestire queste cose, so cosa mi comportano… Ne ho piena conoscenza (cognosco) anche se qualche volta non ho la saggezza di saperle affrontare come dovrei (non sapio) “Stai crescendo” mi ha detto con un sorriso Cri. Sto crescendo… come sembra assurdo tutto questo a 28 anni vero? Ma si… io sto crescendo, cado e mi rialzo, ma MI RIALZO, MIO DIO SI’MI RIALZO!!!! Verranno ancora i miei momenti no, ma non mi troveranno impreparata… e se avrò le guardie abbassate e loro passeranno, sarà solo un attimo… riuscirò a sconfiggerli… o almeno ci proverò… perché IO SO che c’è gente che NON VUOLE LASCIARMI, che combatterà al mio fianco, che NON mi ABBANDONERA’… ma la prima a combattere, il primo guerriero sono io... un altro anno è iniziato… e riaffiorano i vecchi problemi… ma sto crescendo ^^ Adagio - Lara Fabian
Non so come cercarti
Ma sento una voce che
Nel vento parla di te
Quest' anima senza cuore
Aspetta te
Adagio
Le notti senza pelle
I sogni senza stelle
Immagini del tuo viso
Che passano all' improvviso
Mi fanno sperare ancora
Che ti trovero
Adagio
Chiudo gli occhi e vedo te
Trovo il cammino che
Mi porta via
Dall' agonia
Sento battere in me
Questa musica che
Ho inventato per te
Se sai come trovarmi
Se sai dove cercarmi
Abbracciami con la mente
Il sole mi sembra spento
Accendi il tuo nome in cielo
Dimmi che ci sei
Quello che vorrei
Vivere in te
Il sole mi sembra spento
Abbracciami con la mente
Smarrita senza di te
Dimmi chi sei e ci credero
Musica sei
Adagio
Maluna
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lunedì, 12 settembre 2005
Le cose di ogni giorno raccontano segreti Ci vuole un fiore - Sergio Endrigo (1974) Non mi piacciono le persone che si credono superiori agli altri, che riescono in un modo o nell'altro a mettere gli altri in difficoltà, che hanno la capacità di farti sentire sempre inferiore. Non sopporto la gente arrogante, quella che in un normale discorso dice "Non so se hai capito cosa" invece di "Non so se mi sono spiegata bene". Non apprezzo coloro che mentre un altro parla sono lì con le orecchie puntate a captare qualsiasi errore che il loro interlocutore commetta, facendolo sentire quasi sotto osservazione, e poi sono pronti a correggerlo, soprattutto per quanto riguarda il famoso dilemma del congiuntivo. Anche quando interroggo i miei alunni, mentre parlano non li interrompo mai e solo alla fine della loro esposizione faccio notare le mancanze che hanno avuto nei confronti di quel mostro malefico che si chiama "Grammatica Italiana". Non condivido chi si crede migliore di un altro facendo sfoggio di carte bollate e pergamene che recitano "Il Rettore dell'Università tal dei tali proclama Dottorein questa materia" e così via. Apprezzo di più l'insegnamento filosofico del "so di non sapere", dell'approfondimento continuo, dello stimolo a migliorarsi, ad andare sempre avanti sapendo di non essere mai arrivati, che in questo campo non esiste un traguardo effettivo ma solo una linea di partenza. Mi viene sempre in mente mio nonno, contadino, che mi spiegava che devo essere orgogliosa delle mie origini. "Ricorda" mi diceva "che ad esempio la potatura non l'hanno inventata scienziati, ingegneri, biologi o qualche altro dottorone. L'hanno scoperta per la prima volta i contadini, osservando come le piante, i cui rami più bassi erano mangiati dagli asini, crescessero più floride e rigogliose. Per questa ragione applicarono questa tecnica ottenendo dei risultati mai sperati prima". Crescendo ho anche imparato che i punti cardinali o i concetti di Oriente e Occidente ci sono stati dati dai marinai, dai pescatori, dai naviganti che semplicemente chiamavano così là dove nasceva il sole ("oriente sole" alla latina) o dove moriva ("occidente sole"). Sapere tante nozioni, conoscere date e luoghi di battaglie, non vuol dire essere colti. In una società dove tutte queste informazioni hanno un'importanza vitale grazie a quiz milionari, si confonde la quantità di informazioni che uno ha con la cultura. Ma pensandoci, come ripeto sempre ai miei alunni, "sapere che Boccaccio è nato nel 1313 non vi aiuterà mai a crescere e maturare, comprendere la sua innovativa visione della vita, il concetto di 'fortuna' nelle nascenti società mercantili, vi renderà più chiaro lo sviluppo della società borghese fino alle immagini sociali di quella nostra contemporanea". Credo nella maieutica socratica, nelle capacità delle persone di poter giungere tutti allo stesso livello di conoscenza e cultura. Il tutto sta nell'avere lo stimolo adatto per buttare fuori la nostra propensione a comprendere, a capire, a raffigurarci la vita con le sue difficoltà da superare e con i suoi interrogativi, cui dare risposta e cui manca tale possibilità. Per questo non sopporto le persone saccenti, coloro che credono di sapere, che magari hanno qualche nozione in più e per questo la fanno pesare, che correggono, mettono in soggezione e non credono gli altri capaci di fare passi in avanti, di poter cercare di aprirsi orizzonti inesplorati. Non esiste un uomo migliore dell'altro, ma solo una persona più fortunata, perchè magari ha potuto studiare, perchè ha maggiore forza di volontà o maggiore propensione. Spesso il ragazzo che prende 6 si dimostra più critico di quello che prende 8, soltanto è meno stimolato e una società che valuta i numeri e non le persona considerare il secondo un genio e il primo un alunno che si "arrangia". Tutto questo per ricordarmi che non mi piace l'arroganza e la mortificazione della gente e che la cultura (non quella dei programmi di Gerry Scotti) è altro e non si misura in base al fatto che hai frequentato il liceo o sei laureato (discorso assolutamente autolesionista visto che io mi trovo in entrambe le categorie). Maluna
A chi le sa guardare ed ascoltare
Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l'albero
Per fare l'albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole un fiore
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09:24
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vita
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giovedì, 08 settembre 2005
È facile allontanarsi sai E' un argomento un po' doloroso della mia vita, ma varie cose in questi giorni mi hanno portato a pensarci e ragionarci... ed eccomi qui a scriverne... come leggete dal titolo del post, devo parlare di una persona, non una qualsiasi ma proprio QUELLA, colei che per anni non ho potuto fare a meno di considerare la mia migliore amica. In questo momento non fa più parte della mia vita ed io della sua. Sono sincera, il dolore e le domande che accompagnavano prima il ricordo di lei, ora non ci sono più. Anzi ci sono dei momenti in cui neanche mi domando "che cosa starà facendo? le mancherò? mi penserà?". Prima lo facevo sempre. E' per questo che credo che l'amicizia e l'amore si somiglino... quando finisce uno dei due ci sono sempre le stesse domande: "come è possibile che l'altro riesca a sostituire ciò che c'è stato tra noi?" Ci sembra sempre che il rapporto che abbiamo instaurato con Quella persona (amico o amante che sia non importa) sia sempre l'eccezione alla regola del tempo e del superamento, niente e nessuno potrà sostituirlo. Eppure, così come noi riusciamo a sostituire in qualche modo Quella persona lo stesso varrà per lei. Roberta, insieme all'altro mio ex grande amico Pasquale, è stata per tanto tempo un punto fermo della mia vita. I primi Mak P, i primi ragazzi, le prime emozioni... chiuse in camera con le canzoni più melense in sottofondo a piangere i nostri amori impossibili. I compiti in classe, le grandi scelte per il futuro e poi... e poi il nulla... litigi per cose più o meno futili, la mancanza di maturità per parlare tra di noi, la gente che ci ricamava sopra per la fine di quel rapporto così solidale... e noi che permettevamo che questo accadesse. Non so se i rapporti ricuciti funzionino, sicuramente la mia amicizia ripresa con lei non ha dato buoni frutti. Molto di noi era cambiato e non ritrovavamo più nelle nostre parole e nei nostri gesti quelle due ragazzine che eravamo un tempo. Eppure... eppure, nessuno mi ha mai capito come faceva lei, senza parole e senza spiegazioni inutili. Non ho mai incontrato una persona che sapesse esattamente come mi sentissi, sempre e in ogni circostanza... Come amo dire sempre "ognuno è importante ma nessuno è indispensabile", le amicizie si sfasciano e se ne creano delle altre, ma ce ne sono alcune che rimarranno sempre uniche come quelle persone che le hanno costituite. Soprattutto i rapporti del periodo adolescenziale sono i più particolari, nella fase della vita che maggiormente crea difficoltà, coloro che incontri rimarranno indelebili dentro di te. Ma si andrà avanti, perchè è così ed è la vita. Ciò che però posso consigliare, è di cercare sempre di ristabilire i rapporti persi di un tempo... se si può il più grande regalo che possiamo fare a noi stessi è quello. Per me, è lo dico senza cinismo ma con assoluta certezza del dato di fatto, è troppo tardi. Troppe cose sono avvenute anche gravi e spesso è più facile circumnavigare l'Africa che fare pochi metri e bussare a quel portone... nn è una questione di orgoglio, perchè ripeto, in amicizia e in amore non dovrebbe esistere orgoglio, è semplicemente una realtà: i rapporti finiscono e quando ciò è avvenuto dobbiamo, anche se dolorosamente, accettarne la fine. Maluna PS questo post lo dedico a una persona che sa che sto pensando a lui e a che situazione mi riferisco. Se vuole saprà trarne il consiglio che vorrei dargli, mi fido della sua scelta
Se come te anche lui ha i suoi guai
Ma quando avrai bisogno sarà qui
Un amico è così
Non chiederà nè il come nè il perché
Ti ascolterà e si baterà per te
E poi tranquillo ti sorriderà
Un amico è così [...]
Non ha bisogno di parole mai
Con uno sguardo solo capirai
Che dopo un no lui ti dirà di sì
Un amico è così [...]
È come un grande amore, solo mascherato un po'
Ma che si sente che c'è
Nascosto tra le pieghe di un cuore che si dà
E non si chiede perché
Laura Pausini - Un amico è così ... la NOSTRA canzone by Ro&Co
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lunedì, 05 settembre 2005
E al mattino al mio risveglio cerco in cielo gli aironi Cerco - Rino Gaetano Credo che almeno una volta nella vita ci siamo domandati "Perchè non sono felice?" Almeno una volta ci è venuto di gridare al mondo, sordo ai nostri bisogni, "Voglio essere felice!" Questa estate mi sono trovate spesso di fronte al mare a pensare alla felicità. Sono una di quelle che spesso si lamenta dei sacrifici che deve compiere ogni giorno, dei doveri cui è soggetta... i momenti in cui sono veramente in pace con me stessa si possono contare sulla punta delle dita... eppure, lì su quella spiaggia è come se avessi conosciuto una nuova me... ed è lì che per la prima volta (e si ci sono arrivata tardi che volete...) mi sono domandata: "Ma esattamente cosa mi rende felice? Cos'è per me la felicità? Da cosa è rappresentata?" Ognuno avrà il suo decalogo e i suoi momenti ed io ho pensato ai miei... Mi rende felice stare seduta a terra e accarezzare sulla pancia il mio cane, ad esempio, il mio Pastello... mi fa tremare quando mi viene vicino la mattina e mi lecca la faccia per svegliarmi (anche se poi gli spiego sempre che la faccia quando mi sveglio posso anche lavarmela da sola)... il momento più bello però è stato quando mi sono sbucciata un ginocchio e lui si è avvicinato e mi ha leccato la ferita... quando piango non si mette mai vicino a me... forse pensa che in quei momenti non può essermi materialmente d'aiuto, invece con quella piccola sbucciatura ha cercato di dare il meglio di sè, come se dicesse "Guarda io così mi sento meglio, e tu?". Inutile dire che veramente mi è sembrato che tutto guarisse prima... Mi rende felice stare con i miei amici a chiacchierare. Non amo andare in discoteca, non adoro i posti caotici dove devi forzatamente divertirti. Ma resterei sino all'alba sulla spiaggia a parlare di tutto e di niente, della vita e delle formiche laboriose, della tristezza e dei granelli di sabbia che sono lì, bevendo birra e fumando... oppure camminare in villa comunale ridendo e bevendo acqua schizzandosi dalla fontatina, fare le scemenze, ma sempre insieme... credo nell'amicizia quella per cui un amico non è colui che ti asciuga le lacrime ma colui che non te le fa versare... Mi rende felice la mia famiglia. Vedere mio padre che mi ascolta partecipe che parlo di me e dei miei progetti, mia madre che mi sgrida perchè non mi rifaccio il letto la mattina quando mi sveglio (che palle), mio fratello che torna da lavoro e che si siede a tavola a raccontarci cosa succede, i miei tanti cugini con le loro vite incasinate che tante volte incrociano la mia strada, tante volte no, ma sembra sempre che quando ci incontriamo siamo quei bambini che giocavano a calcio in campagna, che rubavano il miele alle api per poi scappare ricorsi dagli insetti, che mangiavano erba pensando fosse la più grande prelibatezza... che crescevano spensierati perchè il mondo, la vita e i suoi problemi ancora non si erano presentati... Mi rende felice stare con Najve. Stare con lui a letto a fare l'amore per ore. Riscoprirci ogni volta, ritrovarci... sono tanto amaro-dolci le attese quanto dolci-amari gli addii... mi piace ascoltarlo in silenzio che mi parla dei suoi sogni, il suo abbraccio forte quando gli racconto le mie paure, la sua risata, il suo dirmi "Dai, amo' che ce la fai... tanto sei forte" e sentirmi forte sul serio, capace, sicura... Mi rende felice tutto questo ed è qualcosa che ho... e sono fortunata... perchè la mia felicità so che l'ho e mi appartiene... Mi spiace dimenticarmelo quanto tutto va male e quando ci sono i problemi... mi spiace dimenticarmelo quando tutto va storto e io dovrei affrontare le cose... Mi spiace dimenticarmelo quando mi sembra di non avere niente, che non vedo nulla attorno a me e invece mi rendo conto che... semplicemente ho dimenticato di accendere la luce... Probabilmente lo dimenticherò ancora spesso... ma in questo periodo che cerco di essere ottimista volevo metterlo qui nero su bianco... e magari andarlo a leggere quando mi sembrerà di cadere di nuovo... la mia ricerca della felicità è sempre attiva... non si fermerà mai... ma le conquiste che ho avuto devo cercare di non scordarle... Maluna ps la canzone è dedicata a ilvagabondo... allora ti aspettavi che la mia preferita fosse proprio questa? Mi rappresenta abbastanza non trovi? O almeno così vorrei che fosse :)
e il profumo bianco del giglio
cerco in tutte le canzoni e in un passero sul ramo
uno spunto per la rivoluzione
cerco il filo di un ricamo un accordo in la minore
per gridare forte t'amo
se ho degli attimi di rancore cerco te e la tua bocca
nei tuoi occhi trovo amore
cerco la mia malattia in un bar e nelle carte
la mia dannata periferia
cerco gli occhi di chi parte
di chi si ferma e chi va in fretta
la sincerità nell'arte
cerco il punk in una lametta la felicità ed il dolore
nel fumo di una sigaretta
se ho degli attimi di rancore cerco te e la tua bocca
nei tuoi occhi trovo amore
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vita
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giovedì, 01 settembre 2005
In bilico Io sono una persona che tende a dare molta fiducia alla gente, con cui mi apro facilmente, raccontando ciò che penso, ciò che ho dentro... molti mi dicono che può essere un errore, ci si può dimostrare fragili, più deboli di ciò che si è, o comunque mostrare all'altro il fianco, senza difese insomme. In questi ultimi giorni di agosto ormai trascorsi, mi è capitato di essere stata vittima di forti delusioni, proprio dovute al mio essermi fidata di chi mi circonda.
In questo momento non ho la forza di chiarire con chi mi ha ferito, in alcuni casi non ne ho neanche la possibilità. So che è meglio far un po' sbollire gli animi, in maniera tale da poter trovare persone disposte al dialogo e non solo sulla difensiva in fase di attacco. L'unico cruccio è che così facendo nei loro confronti mostro un atteggiamento abbastanza ipocrita: sorridendo serena, mentre dentro di me qualcosa si sta smuovendo in senso contrario... che fare allora? Non li sto forse ripagando della stessa moneta? Non mi mostro in questo uguale a loro? Non mi abbasso al loro livello?
Non credo di essere una persona facile da capire, anzi sono molto problematica. Se sto male nn riesco a far finta di nulla e mi scervello su ragionamenti assurdi... in quei momenti Leandro, il mio "socio", dice che faccio come il suo mito "Ally MacBean, è come se mi allontanassi dalla realtà e vivessi nella mia mente, cercando di inserire tutte le possibili soluzioni...
Sono una persona che dice tranquillamente il proprio pensiero, è difficile che mi alteri in una discussione perchè penso che se si alza la voce si finisce per non ascoltarsi a vicenda, facendo piuttosto a gara tra chi grida più forte. Mi piace pensare, riflettere, porre domande come i tanti "perchè" dei bambini, conoscere e studiare le persone e i fatti che mi circondano.
Eppure alcune persone che mi hanno conosciuto nel mese di agosto dicono che la mia indole fa di me un'emarginata sociale. Non so perchè ma queste parole mi hanno ferita molto, ho pianto calde lacrime... è facile criticare le persone... soprattutto coloro che ti fanno paura, perchè non si uniformano a steriotipati modi di vita da formalismi tipo "famiglia del Mulino Bianco". Persone che forse sono psicologicamente irrequiete, continuamente in ricerca, che probabilmente un proprio equilibrio non lo troveranno mai... e che restano a pensare così senza parlare guardando le nuvole che passano.
Non credo di essere migliore degli altri, vivo la mia vita dividendola tra le mie passioni (la letteratura, la filosofia, lo studio, il mio lavoro) e i miei affetti (non saranno tantissimo ma so che su di loro potrò SEMPRE contare). Mi spiace essere giudicata per come sono, solo perchè cerco di andare oltre, di non accontentarmi, di pormi degli obbiettivi. Se tutto questo per alcune persone vuol dire essere un'emarginata sociale... bè allora ben venga, lo accetto come complimento.. preferisco essere criticata dagli altri piuttosto che smettere di particare lo sport che preferisco: PENSARE, ma purtroppo sembra che non vada più di moda...
in bilico Maluna
tra santi e falsi dei
sorretto da
un’insensata voglia
di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar
parole
che oggi ho steso
e mai dirò
non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi
Negroamaro - Estate
tra tutti i miei vorrei
non sento più
quell’insensata voglia
di equilibrio
che mi lascia qui
sul filo di un rasoio
a disegnar
capriole
che a mezz’aria
mai farò
e tanto il tempo
passa e passerai
come sai tu
in bilico e intanto
il tempo passa e tu non passi mai
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~Qualcosa di me~
Avevo paura della vita e di vivere, sto imparando ad accettare le mie debolezze e ad affrontare con un sorriso ogni giorno che viene
~Pensieri~
~Libri~
Ho appena finito di leggere: "Dona Flor e i suoi due mariti" di Jorge Amado [voto: 7]
Le frai che mi sono piaciute di più: "chi si preoccupa di trasmettere le buone notizie? per questo non c'è urgenza nè interesse, nessuno si precipita a correre fuori. Questo solo per le cattive notizie. Per portar quelle i messaggeri si sprecano, non manca mai chi si sottoponga a gravi disagi, lasci a metà il lavoro, interrompa il riposo, si sacrifichi insomma. Dare una cattiva notizia è una cosa molto emozionante!"
"quasi sempre fra la sapienza dei libri e quella della vita, è sempre la vita ad avere la meglio"
"non sono una luce perenne [...] sono fatta anche di ombre, di sostanza notturna e transitoria"
"La felicità non ha storia, con una vita felice non si può scrivere un romanzo"
~Descrizione~
una piccola stella lontana dal suo cielo senza nuvole
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